Una nuova prospettiva per il Cur

L’idea di Antonio Schiro per il Consorzio universitario di Rovigo: un campus che guardi alle imprese internazionali

Un  grande futuro internazionale per il CUR. E’ questo che vede Antonio Schiro, vicepresidente vicario di Confindustria Serbia e membro di Confindustria Balcani, quando guarda alla formazione del nostro territorio. Dopo la proposta di Confapi di portare capitali privati a supporto del CUR, infatti, Schiro vede grandi potenzialità nel polo universitario polesano: “L’iniziativa è lodevole – afferma Schiro – D’altra parte se non si parte dagli investimenti in cultura e formazione non può esserci futuro nell’impresa e quindi nell’economia. Iniziative come queste sono di vitale importanza”.

Ma non è tutto e Schiro rilancia: “Propongo di fare del Cur un centro universitario con collaborazioni internazionali attraverso scambi culturali e relazionali con università estere – spiega – Si può fare un campus per far arrivare studenti italiani e stranieri a studiare proprio qui”. Come sarebbe possibile convogliare studenti da tutta Europa a Rovigo? Semplice: offrendo progetti mirati all’internazionalizzazione, nuovi e seri. “Se si prevedono corsi sull’internazionalizzazione e si riesce a fare del Cur un incubatore per giovani aziende in cui si possa essere connessi con università, aziende e mondo intero, lo Studio Schiro, che opera nel settore della finanza internazionale, riuscirebbe certamente a far convogliare su un progetto di questo livello l’interesse di investitori finanziari istituzionali anche esteri. Ciò che è necessario, però, perché questo sia possibile, è la creazione di un progetto nuovo, complesso e di medio periodo e la presenza di management nuovo capace ed adatto”.

Le possibilità per far diventare Rovigo un centro di eccellenza per la formazione universitaria internazionale ci sono, è bene che vengano sfruttate al meglio in tempi brevi.

Un  grande futuro internazionale per il CUR. E’ questo che vede Antonio Schiro, vicepresidente vicario di Confindustria Serbia e membro di Confindustria Balcani, quando guarda alla formazione del nostro territorio. Dopo la proposta di Confapi di portare capitali privati a supporto del CUR, infatti, Schiro vede grandi potenzialità nel polo universitario polesano: “L’iniziativa è lodevole – afferma Schiro – D’altra parte se non si parte dagli investimenti in cultura e formazione non può esserci futuro nell’impresa e quindi nell’economia. Iniziative come queste sono di vitale importanza”.

Ma non è tutto e Schiro rilancia: “Propongo di fare del Cur un centro universitario con collaborazioni internazionali attraverso scambi culturali e relazionali con università estere – spiega – Si può fare un campus per far arrivare studenti italiani e stranieri a studiare proprio qui”. Come sarebbe possibile convogliare studenti da tutta Europa a Rovigo? Semplice: offrendo progetti mirati all’internazionalizzazione, nuovi e seri. “Se si prevedono corsi sull’internazionalizzazione e si riesce a fare del Cur un incubatore per giovani aziende in cui si possa essere connessi con università, aziende e mondo intero, lo Studio Schiro, che opera nel settore della finanza internazionale, riuscirebbe certamente a far convogliare su un progetto di questo livello l’interesse di investitori finanziari istituzionali anche esteri. Ciò che è necessario, però, perché questo sia possibile, è la creazione di un progetto nuovo, complesso e di medio periodo e la presenza di management nuovo capace ed adatto”.

Le possibilità per far diventare Rovigo un centro di eccellenza per la formazione universitaria internazionale ci sono, è bene che vengano sfruttate al meglio in tempi brevi.